📖 Questo è il secondo capitolo del laboratorio domestico. Se non hai letto il primo, parti da lì — racconta l'infrastruttura di base: Wi-Fi 7, UPS, backup 4G, VLAN e telecamere a batteria.
C'è un limite che qualsiasi sistema di domotica basato su sensori PIR tradizionali ha, e lo scopri nel momento sbagliato: stai lavorando al computer da mezz'ora, non ti muovi quasi, e le luci si spengono. Sei ancora lì, il sensore non lo sa.
Il problema non è il sensore difettoso. È che un sensore PIR (Passive InfraRed) rileva il calore in movimento — non la presenza. È progettato per catturare lo spostamento di una fonte termica attraverso il suo campo visivo. Una persona seduta ferma, anche in piena vista, diventa invisibile dopo qualche minuto di inattività.
Questo era il buco nel mio sistema. L'ho tappato con cinque sensori nuovi, due tecnologie diverse, e un protocollo che stavo tenendo d'occhio da un po'.
1. I Quattro SONOFF SNZB-03P: Copertura Perimetrale
Per le aree di passaggio — corridoio, ingresso, scale, garage — il PIR rimane la scelta corretta. Non serve sapere se qualcuno è seduto fermo in corridoio: se c'è movimento lì, qualcosa sta succedendo. Il SONOFF SNZB-03P è un sensore Zigbee 3.0 compatto, a batteria, con rilevamento in 5 secondi — sufficientemente rapido da non perdere chi passa veloce.
Ho scelto SONOFF per una ragione pratica: si integra nativamente con l'ecosistema Zigbee che avevo già in casa tramite Home Assistant, senza hub proprietari aggiuntivi. Un sensore, una batteria CR2477, un pairing in 10 secondi. Moltiplicato per quattro, la copertura perimetrale della casa è completa.
L'automazione su questi quattro punti è semplice ma efficace:
- Ingresso → accende le luci del corridoio se è dopo il tramonto, avvisa sullo smartphone se siamo fuori casa
- Scala → illuminazione a gradini automatica nelle ore notturne, senza dover cercare l'interruttore al buio
- Garage → accende la luce quando entro con la macchina, la spegne dopo 3 minuti di inattività
2. L'Aqara FP300: Il Salto di Qualità
L'Aqara FP300 è un'altra categoria di sensore. Non usa infrarossi — usa il radar millimetrico (mmWave), la stessa tecnologia che si trova nei sistemi automotive per il rilevamento degli ostacoli. Un radar mmWave emette onde radio ad alta frequenza e analizza i riflessi: rileva micro-variazioni — il movimento del torace durante la respirazione, per esempio — che un PIR non è fisicamente in grado di percepire.
Il risultato pratico: se sei seduto fermo a leggere, il FP300 sa che sei lì. Se ti addormenti sul divano, il FP300 sa che sei lì. La presenza, non il movimento.
Ma la cosa che mi ha convinto davvero è che l'FP300 non è solo un sensore di presenza. È cinque sensori in uno:
- Radar mmWave — presenza anche senza movimento
- PIR integrato — rilevamento rapido dell'ingresso nella stanza
- Luminosità ambientale — lux in tempo reale
- Temperatura — °C con buona precisione
- Umidità relativa — % con aggiornamento frequente
Cinque entità su Home Assistant, un solo dispositivo, una sola batteria. Dove l'ho messo? In salotto — il posto dove il problema "luci che si spengono mentre lavoro" era più frustrante, e dove avere temperatura e umidità in tempo reale ha più senso per gestire il clima.
3. Zigbee e Thread: Due Protocolli a Confronto
L'FP300 supporta sia Zigbee che Thread — e vale la pena spiegare la differenza, perché non è banale.
Zigbee è il protocollo che avevo già in casa. Richiede un coordinator (nel mio caso integrato in Home Assistant via dongle USB), crea una mesh tra i dispositivi e ha una latenza bassissima. Funziona benissimo, ma è un ecosistema chiuso: dispositivi Zigbee parlano tra loro e con il coordinator, non con il resto del mondo.
Thread è il protocollo di rete su cui si basa Matter, lo standard di interoperabilità che Apple, Google, Amazon e Samsung hanno costruito insieme. Thread è anch'esso mesh, ma è basato su IPv6 — ogni dispositivo Thread ha un indirizzo IP reale sulla rete. Questo significa che, in teoria, un dispositivo Thread può parlare con qualsiasi controller Matter senza hub proprietari.
Ho scelto di usare l'FP300 via Zigbee per ora — si integra nell'infrastruttura esistente senza dover introdurre un Thread Border Router. Ma la presenza del supporto Thread è una garanzia per il futuro: quando l'ecosistema Matter sarà più maturo, potrò migrare senza cambiare hardware.
4. Le Automazioni Nuove che Prima Non Erano Possibili
Con la presenza reale in salotto, le automazioni cambiano natura. Prima potevo solo rispondere al movimento; adesso posso rispondere allo stato.
Luci adattive: Le luci del salotto ora si regolano in base alla luminosità ambientale rilevata dall'FP300 — non un valore fisso preimpostato, ma il lux reale in quel momento in quella stanza. Se c'è abbastanza luce naturale, le luci restano spente anche se sono presente. Se la luce cala sotto una soglia, si accendono automaticamente al livello giusto.
Clima intelligente: L'FP300 rileva temperatura e umidità reale in salotto. Il condizionatore ora si gestisce in base a quei valori — non alla temperatura impostata sul termostato in corridoio, che può essere diversa di 2-3 gradi. La stanza che uso è quella condizionata correttamente.
Stop alla modalità "casa vuota" con presenza reale: Prima, se restavo fermo troppo a lungo, il sistema poteva interpretare l'assenza di movimento come casa vuota e abbassare il riscaldamento. Ora la logica è binaria: il FP300 dice sì o no, e il sistema si comporta di conseguenza indipendentemente da quanto tempo sono rimasto immobile.
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5. Cosa Manca Ancora (e Cosa Arriverà)
Il sistema funziona bene, ma non è finito — e probabilmente non lo sarà mai, che è esattamente il punto di avere un laboratorio domestico invece di un'installazione "chiusa".
I prossimi passi sul sensore di presenza: sto valutando di aggiungere un secondo FP300 in studio, dove lavoro dalla mattina e dove il problema delle luci che si spengono era nato. Ho anche intenzione di sfruttare meglio la funzione di rilevamento della zona dell'FP300 — il sensore può distinguere in quale parte della stanza si trova la persona (sinistra/destra, vicino/lontano) e usarlo per automazioni ancora più precise. Non ci ho ancora lavorato seriamente, ma è nella lista.
Sul fronte infrastrutturale, l'aggiornamento che aspetto di più resta il fotovoltaico con batterie di accumulo — citato nell'episodio 1 come "in arrivo". Quando sarà in opera, l'intera casa sarà energeticamente autonoma per la maggior parte del tempo, e il sistema domotico potrà iniziare a ottimizzare i consumi in base alla produzione solare in tempo reale. Quello sarà l'Ep.3.
Il Punto Centrale
La differenza tra un sistema domotico che funziona e uno che disturba sta quasi sempre nei sensori, non negli attuatori. Luci, prese, condizionatori fanno quello che gli dici di fare — il problema è cosa gli dici e quando. Un sensore di presenza mmWave come l'Aqara FP300, combinato con sensori PIR per le aree di passaggio, dà al sistema le informazioni giuste per prendere decisioni giuste. È la differenza tra una casa che reagisce al movimento e una che capisce la situazione.